Accadde oggi: Il 23 Aprile del 1946 nasce la Vespa

Nasce la Vespa. Tutte le curiosità del ciclomotore che ha conquistato il mondo.

Settant’anni fa, il 23 aprile 1946, viene depositato il brevetto per il nuovo scooter della Piaggio, destinato ad avere un successo mondiale.

Sono gli anni del dopoguerra e l’Italia ha una gran voglia di ripartire. Le moto sono scomode e ingombranti per le città, serve qualcosa di più agile.

L’inventore odiava le moto

Corradino D’Ascanio, ingegnere aeronautico e uomo che odiava le moto, lavorava per la Piaggio che produceva velivoli, D’Ascanio inventò un mezzo agile e poco ingrombante che servisse a recuperare i paracadutisti al punto di atterraggio, la Piaggio decise di immetterlo sul mercato, ma con quale nome? L’inventore decise così di dargli il nome con cui la chiamavano, a causa della sua forma vista dall’alto e del rumore che emetteva, Vespa.

Successo immediato

Nel giro di pochi giorni vengono venduti 48 esemplari su 50. I successivi 2.500 pezzi vanno via subito.
Nel 1953 si arriva già alle 500 mila vendite, e la Vespa è pronta per la fama mondiale.
Nello stesso anno William Wyler lancia Gregory Peck e Audrey Hepburn su quello che è già il simbolo di un’Italia spensierata e affamata di futuro: sono le Vacanze romane.

Il modello più raro

L’esemplare più raro di Vespa è la Hoffman, prodotta su licenza Piaggio dall’omonima azienda tedesca.
Il primo anno ne furono costruiti 1.100 pezzi come prova e su ordinazione.
La produzione iniziò nel 1950, ma terminò solo tre anni dopo.

La VespaRadio

Negli Anni 50, oltre alle prime autoradio, furono messe in commercio delle ‘VespaRadio’ per allietare le gite fuoriporta con un sottofondo musicale.
Erano radioline Am che si fissavano con due staffe all’interno dello scudo. Ebbero un discreto successo, e ne vennero realizzate anche versioni fai da te.

Il modello a pedali per i francesi

Negli Anni 50-60, in Francia il codice della strada prevedeva che tutti i ciclomotori avessero i pedali.
La Vespa 50 riuscì ugualmente ad approdare sul mercato, in una versione con pedana ristretta per lasciare posto, nella parte posteriore, a due piccoli pedali in stile Ciao, che non ne penalizzarono il successo.

“Benedetta” da Papa Pio XII

Anche papa Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli, spese parole di elogio per la Vespa: «Lo scooter ha elevato il livello di vita di categorie sociali che non possono disporre di mezzi più costosi e ha concesso un onesto divertimento cui aspira un giorno la settimana chiunque passi le altre giornate dedite alla fatica».

I calendari Vespa

Nel 1950, il primo calendario della Vespa, ben prima di Pirelli, pubblicizzò i nuovi modelli con i disegni del pittore Franco Mosca, che disegnava odalische parigine e hawaiane.
Negli Anni 60, la svolta con le star del mondo dello spettacolo. Per Vespa hanno posato: le gemelle Kessler, Stefania Sandrelli, Ornella Vanoni, Gloria Paul, Raffaella Carrà, Raquel Welch, Ursula Andress, Geraldine Chaplin, Joan Collins, Jayne Mansfield, Mylène Demongeot e Romy Schneider.

La Vespa da guerra

La Vespa, anche se nata come veicolo per uso civile, ebbe negli Anni 50 anche una versione militare con colore mimetico e foro nello scudo per il trasporto di un piccolo cannone.
Il carro-armato su due ruote fu prodotto dai francesi, che la impiegarono nelle guerre coloniali (il modello fu prodotto nel 1952).

La Vespa di Dalì

La Vespa 150 decorata da Dalì è probabilmente la più preziosa Vespa attualmente al mondo.
Apparteneva a Santiago Guillen e Antonio Veciana, due studenti dell’Università di Madrid che volevano viaggiare l’Europa, e che durante una sosta a Cadaquez (Costa Brava) incontrarono l’artista nella sua casa.
Il pittore decise di personalizzarla con la sua arte e con il nome della sua Gala. La Vespa è esposta al Museo Piaggio a Pontedera.

L’elogio del Times

«L’idea più innovativa dopo la biga». Anche il prestigioso quotidiano inglese The Times spese nei primi Anni 50 parole per il prodotto diventato simbolo dell’Italia del boom: «La Vespa? È l’idea più innovativa che l’Italia abbia mai avuto dopo l’invenzione della biga della Roma Antica».

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